Maestri

La Bhagavad Gita - che significa 'Il canto di Dio' o 'Il canto celestiale' com'è stato tradotto da Edwin Arnold - costituisce una piccola parte del più lungo poema epico del mondo, Il Mahabharata. Questo 'Sacro Testamento' degli Indù.la Bhagavad Gita è l'essenza dei sei sistemi filosofici, delle centootto Upanishad e dei quattro Veda. L'essenza delle antiche scritture indiane è contenuta nella Bhagavad Gita.

La profondità della Bhagavad Gita è tale che, quando a Sri Yukteswar, il guru di Paramhansa Yogananda, fu chiesto da un grande maestro della Gita se l'avesse letta egli rispose: "No, sebbene i miei occhi abbiano scorso le sue pagine per molte volte". Egli voleva dire: "Non l'ho ancora veramente capita". E il santo gli disse: "Sei benedetto per esserti reso conto della profondità di questa scrittura".

Ogni singolo verso della Bhagavad Gita ci apre grandi visuali spirituali e ogni frase è stata oggetto di vari commenti. Le verità insegnate nella Gita sono le verità essenziali di ogni grande insegnamento di ogni grande maestro.

Nella foto il Maestro Paramhansa Yogananda
Pochi comprendono l’importanza del guru umano. Nessuna Scrittura può assolvere questa funzione. 
Molte persone interpretano in modo errato il ruolo del guru, immaginando che egli debba essere soltanto un saggio insegnante, dotato di competenza nelle questioni spirituali e di famigliarità con le comuni trappole del sentiero. Come abbiamo detto in precedenza, non è insolito che i veri guru in India pratichino maun, o il completo silenzio. L’insegnamento di un vero guru è soprattutto un trasferimento di coscienza. Il suo “lavoro” principale è quello di elevare il discepolo con il suo magnetismo spirituale.
…accade spesso che il discepolo , pieno di domande, entri nella stanza dove è seduto il guru, ma scopra che in sua presenza, tutti i suoi interrogativi sono svaniti. Il motivo è che le domande vengono dall’intelletto, mentre il guru emana vibrazioni di supercoscienza. Quelle vibrazioni soddisfano spesso gli interrogativi del discepolo, dandoli silenziosamente le risposte che desidera oppure annullando il desiderio stesso di porre domande, dato che la gioia e la pace che sente in presenza del suo guru lo appaga completamente.
E’ importante essere fisicamente vicino al guru? Non necessariamente. La sintonia mentale è tutto. Il mio Guru ( si tratta di Yogananda) mi disse che anche un solo contatto fisico con il guru può essere sufficiente per suggellare quel legame. Deve esserci, tuttavia – cosi egli mi disse – almeno quell’unico contatto, che può avvenire con la meditazione di un discepolo evoluto.
La vicinanza fisica al guru è certamente una grande benedizione.


Per trovare la pace interiore, pratica il non-attaccamento: sii consapevole che niente e nessuno ti appartiene veramente.


 Cosi è spirituale quella azione che riduce al massimo l’importanza attribuita all’ego e a ciò che nutre la coscienza egoica: i desideri, gli attaccamenti e tutti i guerrieri dell’esercito dei Kaurava.

Tutto il sentiero spirituale consiste nell’offerta dell’ego a Dio affinchè venga purificato, e nel ricevere in cambio la Sua grazia.

Quando una barra di metallo non magnetizzata viene posta accanto a una calamita, essa sviluppa gradualmente un magnetismo proprio, via via che, in modo simile anche le sue molecole si riallineano in direzione nord-sud. Tale è il vero potere del Satguru, o salvatore, un aiuto essenziale al quale il mio Guru faceva costantemente riferimento. Egli avallava completamente la tradizione indiana secondo la quale è necessario avere un Guru per trovare Dio. Il ruolo svolto dal guru non è di modellare i discepoli a sua immagine, ma di elevare la loro coscienza condividendo con loro il suo magnetismo. Questa influenza contribuisce a riallineare le “molecole” dell’energia nel loro corpo, in particolare nella spina dorsale, verso il “nord” della colonna, nell’occhio spirituale e sulla sommità del capo (sahasrara).


Che cosa’è, dunque, Kundalini?
Quando l’energia entra nel corpo e discende lungo la spina dorsale, rimane intrappolata, per cosi dire, nel polo inferiore (che ha come polo opposto l’anahata chakra, nel cuore). Affinchè l’energia possa essere innalzata nella spina dorsale, Kundalini deve prima essere “risvegliata”, il che significa che la sua presa sulla coscienza della materia deve allentarsi. La forza di quella presa è determinata dal livello di attaccamento materiale presente nella mente. Il non-attaccamento alla materia rende libera l’energia di elevarsi nella spina dorsale. Nell’attraversare ogni chakra, essa si ritrova bloccata come da una porta “chiusa”, un blocco causato dal flusso dell’energia che scorre verso l’esterno attraverso quei plessi. Mentre sale, Kundalini deve “risvegliare” spiritualmente ogni chakra. Quando la porta di quel chakra si apre, lascia uscire una nuova onda di consapevolezza e potere spirituale, che accresce la chiarezza della coscienza.

Ogni chakra, una volta risvegliato, dona con quel risveglio una certa comprensione spirituale.

Il campo di battaglia, come ho detto, è la spina dorsale. E’ qui che infuria la lotta tra le tendenze che si muovono verso il basso, portando la coscienza verso l’esterno nel mondo dei sensi, e le tendenze che elevano la coscienza dell’uomo verso la sua vera fonte nello Spirito. Il fatto che queste due forze fluiscano in direzioni opposte nella spina dorsale è osservabile in numerose realtà comuni dell’esistenza.
Molte parole ad esempio indicano queste differenze. E’ probabile che esistano in tutte le lingue espressioni equivalenti a "mi sento giù" oppure "tirati sù"!. Queste parole devono la loro esistenza a semplici realtà della natura umana: quando l’energia e la coscienza si elevano nella spina dorsale, ci sentiamo felici; quando l’energia e la coscienza si muovono verso il basso, ci sentiamo depressi e infelici.
Quando i nostri sentimenti ci spingono a indulgere nei desideri materiali, la nostra energia fluisce verso il basso nella spina dorsale, e da li verso l’esterno, nei sensi e attraverso di essi. L’ispirazione spirituale eleva sia l’energia sia la coscienza nella spina dorsale, dirigendole verso l’occhio spirituale. In entrambi i casi si tratta della stessa energia, che influenza la medesima coscienza. Le caratteristiche negative come odio, gelosia, rabbia e lussuria fanno parte della stessa “famiglia” di coscienza di quelle qualità che, essendo positive, elevano la coscienza verso il paradiso. Queste caratteristiche, o qualità, positive includono l’amore, la gentilezza, il perdono, la compassione e l’autocontrollo.
La maggior parte delle persone possiede una mescolanza di qualità positive e negative; nel proprio ego, si identifica con entrambi i gruppi.

Come scrise Paramhansa Yogananda in [autobiografia_di_uno_yogi.]:
<>. Le diverse caratteristiche si sviluppano in noi come conseguenza del nostro agire e reagire continuamente in questo mondo, in risposta a persone e circostanze. Nessuno, nella sua vera natura è essezialmente arrabbiato, geloso o sensuale. L’uomo permette a queste caratteristiche di svilupparsi in lui perché identifica il proprio ego con ciò che gli accade nella vita.


I brani sopra sono tratti dal libro “L'Essenza della Bhagavad Gita Commentata da Paramhansa Yogananda nei ricordi del suo discepolo Swami Kriyananda” di Swami Kriyananda [bhagavadgita_kriiyananda.]

Attraverso le prove noi impariamo le lezioni della vita. Le prove non sono fatte per distruggerci: sono fatte per sviluppare il nostro potere. Esse fanno parte della naturale legge dell’evoluzione e sono necessarie per noi per avanzare da un livello più basso ad uno superiore. Tu sei molto più forte di tutte le tue prove. Se non lo capisci adesso, dovrai capirlo più tardi. Dio ti ha dato il potere di controllare la tua mente e il tuo corpo e così liberarti dai dolori e dai dispiaceri. Non dire mai “sono finito”. Non inquinare la tua mente pensando che se cammini un po’ di più ti sforzerai troppo o che se non puoi avere un certo tipo di cibo soffrirai, e così via. Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio. Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole. Non intrististi o preoccuparti di nulla. Se rafforzi la tua mente non sentirai sofferenze fisiche. Non importa cosa succede, devi essere assolutamente libero nella tua mente. Come in un sogno puoi pensare che stai male e svegliandoti di colpo vedi che non è vero, così nello stato di veglia devi sapere che la vita non è altro che un sogno. La mente non ha alcun legame con il corpo se non quello che tu gli dai. Quando la mente potrà rimanere distaccata dal corpo a tuo piacimento, tu sarai libero. Ricorda che sei immortale. Per poter superare le prove della vita avrai bisogno di ringiovanire sia il corpo che la mente. Dovrai sviluppare l’elasticità mentale. - Paramahansa Yogananda


“Autobiografia di uno Yogi” di Paramahansa Yogananda
Paramhansa Yogananda nacque nel 1893 a Gorakhpur, in India. Nel 1935 compì un lungo viaggio tra Europa e Africa per fermarsi poi, oltre un anno, in India, dove il suo maestro Sri Yukteswar gli conferì il titolo monastico di Paramahansa (cigno supremo). Entrò nel mahasamadhi il 7 marzo 1952, lasciando sia all'Oriente che all'Occidente un'immensa eredità di ordine spirituale e morale, testimoniata e diffusa nel mondo, così come in Italia, dai numerosi centri SRF esistenti. Gli insegnamenti di Paramahansa Yogananda sono contenuti nel libro Autobiografia di uno yogi e in molti suoi scritti, tra lezioni, discorsi e commenti, conservati e divulgati dalla SRF e pubblicati, direttamente o per suo conto, in oltre 25 paesi.
ll racconto della vita straordinaria di Paramahansa Yogananda ci guida in un viaggio indimenticabile all'interno del mondo dei santi e degli yogi, della scienza e dei miracoli, della morte e della resurrezione. Con profonda saggezza e intelligenza penetrante, l'autore illumina i segreti più nascosti della vita e dell'universo, aprendo il cuore e la mente alla gioia, alla bellezza e all'illimitato potenziale spirituale che risiede in ogni essere umano.

Tradotto in dodici lingue, letto da milioni di lettori, è stato pubblicato per la prima volta in Italia da Astrolabio nel 1951, riproducendo fedelmente l'edizione definitiva del volume, del 1951 appunto, voluta e curata da Paramahansa Yogananda stesso, che ha personalmente rivisto, ampliato e aggiornato la prima edizione del 1946, aggiungendo un nuovo capitolo, scritto appositamente da Yogananda per coprire il periodo 1940-1951, non narrato nella prima edizione, ed eliminando la descrizione di alcune attività della Self Realization Fellowship (l'associazione religiosa fondata da Yogananda nel 1920 a Los Angeles) che dalla prima redazione del libro erano ormai cambiate.

Quest'ultima edizione italiana di "Autobiografia di uno Yogi", la quarta, pubblicata dalla Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore a dicembre 2009, presenta diverse novità: una nuova veste grafica della copertina, sempre però nel rispetto dell'impostazione originaria; una traduzione interamente rinnovata; una nuova Introduzione della Self-Realization Fellowship, nella quale viene spiegato a fondo il lungo lavoro di revisione compiuto da Yogananda stesso sulla prima edizione del 1946 e i criteri in base ai quali è stata stabilita l'edizione definitiva del testo, quella del '51; un nuovo e ampliato apparato iconografico con circa ottanta fotografie, molte delle quali rare e inedite. Acquistalo subito qui: autobiografia_di_uno_yogi


Prendi la decisione di essere felice, non importa se sei ricco o povero, sano o malato, felicemente sposato o infelicemente sposato, giovane o vecchio, con il sorriso o con le lacrime. Non aspettare di cambiare te stesso, la tua famiglia o il tuo ambiente prima di poter trovare la felicità dentro di te. Decidi di essere felice nel tuo intimo, in questo momento, qualsiasi cosa tu faccia, ovunque tu sia.- tratto dal libro
Come essere sani e vitali di Paramhansa Yogananda


Il vero amore attira le anime l'una verso l'altra, vita dopo vita. Anche se non ricordiamo nulla di preciso
sui rapporti che abbiamo avuto nelle vite precedenti, l'amore -o anche un forte sentimento di odio - attira le anime l'una verso l'altra, vita dopo vita. Ecco perché in questa incarnazione vi siete sentiti fortemente attratti da alcune persone e non da altre. Venite attirati naturalmente da coloro che avete conosciuto in precedenza e non è possibile stabilire un rapporto di profonda amicizia con qualcuno se non lo aveste già incontrato
nelle vite precedenti. Questo è certo. Quando pensate a qualcuno come a un vero amico è perché avete conosciuto quell'anima nel passato, e il vostro rapporto precedente vi fa sentire più vicini. Cercando di conoscere e di capire gli altri, passando da un'incarnazione all'altra, arricchiremo il nostro forziere di amici e di persone care. - Paramahansa Yogananda 


Era notte e Yogananda, molto giovane, dormiva nella stessa stanza con il suo maestro Yukteswar. Le zanzare lo infastidivano ed allora fa uno scatto per schiacciarne una.
Mentre compie il gesto, si arresta e dice a se stesso "Così infrangerà il voto di non violenza, lasciamola vivere"
Il maestro allora lo rimprovera e gli dice che la zanzara era già morta nel momento in cui il ragazzo aveva avuto l'istinto di ucciderla. Compiere o non compiere il gesto ormai non aveva più significato, non aveva rispettato la non violenza.
La non violenza non è quindi il REPRIMERE l'istinto che hai, è una cosa che deve nascere da dentro. La non violenza è quando non hai più l'impulso ed il pensiero di fare certe cose.
Per il giudizio è uguale.


A tutti coloro che pensano al concetto delle fiamme o anime gemelle come al solito romanticismo o come illusione dico approfondite bene: Kriyananda in questo video sta dicendo che il suo maestro Paramhansa Yogananda ha confermato l’esistenza delle fiamme, ovvero i “partner spirituali”! Yogananda ha precisato che prima d’incontrare la tua fiamma devi incamminarti sul sentiero della via spirituale, a quel punto può capitare di trovarla. E quando diceva spirituale non si riferiva alle religioni, la spiritualità di Yoganada è un concetto al di sopra di dogmi, credenze e limitazioni della coscienza della mente umana. Inoltre evitava di parlare di tale concetto perché non desiderava che la gente incominciasse una ricerca della propria fiamma, perché proprio nella ricerca si perde il senso della vita stessa. Se non credete nel concetto delle anime gemelle o nelle anime uniche – fiamme, nessuno vi obbliga di cambiare la vostra opinione. Questo non significa però che altre persone che hanno sperimentato quelle cose da millenni di anni a questa parte e parlano di tale concetto, siano tutti dei semplici illusi pazzi a cominciare da Plutone? Se io non ho incontrato mai un alieno, non è un motivo valido per affermare che gli extraterrestri non esistono. La mia visione è mia, non è la realtà e non significa che tutti quelli che parlano di incontri con UFO siano pazzi. Idem per le fiamme. 


Cliccate per ascoltare il video:

Commenti

Post popolari in questo blog

Le Fiamme Gemelle simboleggiano Yin e Yang

Idee design e trucchi feng shui per la casa